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lunedì 2 giugno 2008

(S)CONSIGLIO

x chi vuole mangiare a brisighella, do due consigli e uno sconsiglio... ovviamente secondo il mio modestissimo parere.
consiglio sempre e comunque la trattoria la casetta, anche se non ci sono ancora stato dopo il recente ampliamento dei locali.
consiglio sempre e comunque la cantina del bonsignore: ci sono stato due volte, l'ultima a gennaio, e sono sempre uscito mooooolto più che soddisfatto, prezzo compreso, ovviamente (forse è un pochino più caro della casetta... ma non ne sono così tanto sicuro).
sono costretto a sconsigliare, invece, la taverna contrada della doccia: in cui ho mangiato per la prima volta ieri sera... passi il fatto che ci fosse la manifestazione brisighella romantica, che ha portato in paese molte persone e quindi molto più lavoro del previsto per i vari ristoranti, ma sinceramente mi sono sembrati un po'... confusi: ogni tanto le cameriere passavano tra i tavoli a chiedere "voi cosa state aspettando?"... mah! senza contare i tempi di attesa quasi biblici... (i nostri vicini hanno atteso 40 minuti i primi, per di più non così buoni) e fortuna che di tavoli ne hanno pochi! chissà, magari ho beccato proprio la serata storta... o almeno lo spero per loro.

giovedì 13 dicembre 2007

VS CAFFETERIA GUIDARELLO

(foto scattata col cellulare dal sottoscritto)
un mesetto fa sono stato a ravenna, e mi sono fermato a bere un caffè in un bar del centro: la caffetteria guidarello. bevuto il caffè, ho utilizzato il bagno del bar e, appena entrato, ho visto un il foglio che compare nella foto attaccato allo specchio.
premessa 1: non ho nulla contro i proprietari del bar; premessa 2: non so se ciò sia ammesso o meno dalla legge (cioè non so se il proprietario di un bar possa far pagare l'uso del proprio bagno). In ogni caso questa scritta (che io ritengo squallida) non l'avevo mai vista prima (e se nessun altro barista lo fa forse un motivo c'è...) e soprattutto ritengo squallido che la scritta sia dentro e non fuori dal bagno... è come entrare in un locale e sapere che c'è la consumazione obbligatoria soltanto dopo che sei entrato... è una fregatura!

domenica 25 novembre 2007

VS CINEDREAM

era tanto che non andavo al cinedream il sabato sera, e ci sono ritornato ieri sera...che ressa! non pensavo che "tirasse" così tanto. ovviamente ciò si traduce in code per parcheggiare e code per entrare in sala (compreso lo spintonaggio farcito di insulti che è avvenuto tra due persone proprio dietro di me...)...
almeno mi sono consolato col film "Milano Palermo: Il Ritorno"...o almeno così pensavo prima di vederlo. in realtà pure il film non è stato granchè, anzi, è un'americanata venuta male, con avvenimenti irreali, piena di morti e sparatorie e soprattutto strapiena di pubblicità neanche tanto occulta.
attendo l'autorevole giudizio che comparirà su cinemec, ma il mio è tutto fuorchè positivo.

martedì 24 luglio 2007

VS LE INCHIESTE DE "IL RESTO DEL CARLINO"

il resto del carlino di ieri lunedì 23 luglio ha aperto con un'inchiesta dal titolo shock: "etilometro, una lotteria". in poche parole soltanto ieri la redazione del giornale si è accorta che non tutte le persone raggiungono la stessa percentuale di alcool nel sangue bevendo le stesse quantità di alcool. e se ne è vantata in maniera spudorata!!! ci voleva così tanto a capire che essendo una percentuale sul totale del sangue corporeo, il valore espresso dall'etilometro non dipende solo dall'alcool ingerito ma anche dalla quantità di sangue (e quindi dal peso) della persona esaminata?!? [ma questa è banale fisica, è logica, è... ovvio]
e a questa straordinaria scoperta hanno dedicato le prime due pagine del giornale!!! e giù fior fior di articoli dai titoli apocalittici: "etilometro, prova choc. bocciate le donne" oppure: "le ragazze: ebbene sì, noi rischiamo di più"... ma stiamo scherzando? io non posso credere, non voglio credere che quella redazione sia gestita o, peggio, costituita, da una tale manica di imbecilli.
... a meno che non avessero già alzato il gomito prima dell'inchiesta...

martedì 19 giugno 2007

TRANQUILLA GITA AL MARE

domenica sono andato al mare. marina di ravenna? no, troppo casino. milano marittima/cervia, come sopra. allora andiamo lì nel mezzo: lido di classe! traffico un po' intenso ma scorrevole (era comunque una domenica di giugno) e fino alla meta desiderata tutto ok. il problema è sorto proprio a lido di classe: un casino degno di marina di ravenna a ferragosto. machine parcheggiate ovunque, sui marciapiedi, sulle aiuole... allora abbiamo optato per lido di savio (bisogna soltanto attraversare il ponte sulla foce del fiume savio). abbiamo fatto sì 500 metri, ma in realtà sembrava di essere in un altro mondo: traffico quasi inesistente, parcheggi liberi (nè orari nè a pagamento) addirittura sul lungomare!!! non che la spiaggia sia il massimo della vita (le spiaggia è piccola e i servizi neanche paragonabili alle loalità vicine) però... l'altro problema, tuttavia (e da qui non si scappa se non con il motore), è il ritorno. lido di classe e lido di savio sono collegati all'adriatica da una sola strada e quella si intasa che è un piacere. 3 km in 20 minuti non ve li evita nessuno...

p.s.: se proprio siete al mare a lido di savio e volete pranzare in un bagno, non andate al bagno azzurro (uno dei primi in direzione lido di classe). in mezz'ora di attesa la cameriera non ci mai guardato e ovviamente non ci ha chiesto nulla. nemmeno dopo che sono andato a chiedere al bancone se potevo ordinare è arrivato nessuno. sconsigliato in pieno.

domenica 13 maggio 2007

VERSUS ZATTAGLIA (LA SAGRA)

ieri sera abbiamo avuto la brillante idea di andare alla sagra del cinghiale di zattaglia. siamo partiti alle 20:40 circa da faenza, e dopo circa 40 minuti di viaggio, (non sapevamo esattamente la strada ed ovviamente abbiamo fatto quella più lunga), siamo giunti in un luogo affollato fino all'inverosimile di macchine parcheggiate in tutti i campi non alberati del paese. ma la cosa più bella è stata la fila che ci si è presentata una volta entrati all'interno della sagra, per entrare nello stand in cui si sarebbe dovuto mangiare. "si sarebbe dovuto", infatti, poichè la fila era paragonabile a quella che si trova solitamente all'ingresso dei musei vaticani e non ci abbiamo messo molto a decidere di fuggire da lì. alle 22:00 circa siamo ripartiti alla volta di castel raniero e, non appena arrivati, ci siamo seduti e abbiamo mangiato a uffa. in più, dopo mangiato, ci siamo beccati anche l'esibizione di due bei gruppi musicali: u'munacidde, pugliesi, e i drunk butchers, degli sbevazzoni di bologna, di cui mi sono anche preso il cd.

mercoledì 11 aprile 2007

VERSUS COMUNE DI FAENZA.2

"sindaco vergogna", così recitava una scritta realizzata a spray sulle pareti di una fabbrica in costruzione nella primissima periferia di faenza. tale fabbrica, che ormai compare ogni giorno sui giornali locali, produrrà prodotti ceramici già dal prossimo autunno e dato che faenza è nota x le ceramiche in teoria non ci sarebbe nessun problema. il problema in realtà è dove l'amministrazione comunale (ovvero il sindaco ma non soltanto lui) ha deciso di collocare tale fabbrica: un'area attualmente circondata da abitazioni (con un asilo a 500 m ed un secondo asilo in costruzione ad 800m dalla fabbrica!) che, una volta aperta la fabbrica, riceverà senza sconti tutte le possibili emissioni della fabbrica stessa (scusate le ripetizioni ma voglio enfatizzare il concetto di FABBRICA). ora, si sapeva che quell'area già dal 1998 era stata destinata ad attività produttive, ma se fino a pochi mesi fa lì doveva essere realizzato un deposito perchè da un giorno all'altro è stata presa questa brillante decisione? se il sindaco è al suo posto, non è forse per merito di circa 20000 faentini che l'hanno votato, o sbaglio?!? questa totale mancanza di rispetto non è davvero più ammissibile, tanto più se i cittadini vengono ulteriormente presi in giro con la giustificazione che quest'opera sarà portatrice di posti di lavoro (57 addetti) e di modernità dal punto di vista produttivo. non nego questi due "valori" ma se i soggetti interessati abitassero nei pressi della fabbrichetta (cioè da queste parti) sarebbero moooooolto più credibili...

mercoledì 28 marzo 2007

VS COMUNE DI FAENZA E NON SOLO

come ogni giovedì (da alcuni anni a questa parte), anche domani ci sarà il cosiddetto blocco del traffico a faenza. il sindaco ordina e la cittadinanza passivamente esegue. sia ben chiaro, l'inquinamento è un problema ormai troppo grave per non essere affrontato però, a pensarci bene (ma anche pensandoci poco), si può facilmente capire quanto questo tipo di provvedimento sia assolutamente inutile e privo di senso. il discorso sarebbe lunghissimo, ma cercherò di sintetizzarlo in pochi punti schematici:
1. che apporto può dare alla soluzione del problema il blocco del traffico di una città di 50000 abitanti?
2. (vedi 1) la gente ovviamente si deve comunque muovere; pertanto il blocco è assimilabile e realizzabile solo se i mezzi privati sono sostituiti da mezzi pubblici (magari meno inquinanti che si può, come a faenza), tutt'ora ovviamente scarsamente diffusi in una città così piccola
3. il blocco è rivolto a tutti tranne a soli...32 casi! che, tolte le emergenze, potrebbero essere tranquillamente ridotti a meno di 10: in poche parole un privato su una vettura nuova euro4 diesel non può girare, ma una macchina del comune (di solito euro0) può senza problemi
4. esempio pratico di paradosso (come il mio, sul serio): se uno lavora all'interno dell'area "vietata", nei giorni di blocco percorre per forza un tragitto uguale o maggiore a quello che percorre di solito: credete che spostare il problema da una strada all'altra lo risolva davvero? anzi, forse lo aumenta!!!
morale della favola?
- se si fa un divieto, lo si deve fare x tutti, emergenze escluse.
- se si vuole combattere l'inquinamento prodotto dalle automobili, si deve come prima cosa ridurre il numero delle automobili potenziando mezzi pubblici a basso inquinamento, e poi, se non basta, limitare la circolazione delle vetture; ma non abbassando il limite di emissioni ogni anno (prima euro2, poi euro3, euro4...) per costringere i privati a comprare sempre auto nuove.
- se si vuole combattere una battaglia seria, la si combatte tutti i giorni, non un giorno o due (preferisco non parlare della ridicola domenica senz'auto) su sette.
ci sarebbero tante altre cose da dire (tipo che le quantità di pm10 nell'aria dipendono troppo dalle condizioni atmosferiche (pioggia e vento) per essere limitate da un blocco giornaliero...), ma mi è venuto l'arterio e mi fermo qua.
purtroppo, o per fortuna, in questi casi credo che la soluzione risieda non tanto in qualche provvedimento amministrativo (necessario, è ovvio) quanto nel buon senso (spirito di sopravvivenza?) dei singoli cittadini.

per andare al lavoro io faccio 4 tragitti giornalieri di poco superiori ai 4km l'uno: andata e ritorno la mattina, andata e ritorno il pomeriggio.
la mattina uso: la macchina (euro4 diesel) quando piove; il motore (omologato anche x il blocco) da novembre a marzo compresi; la bici le altre volte
il pomeriggio uso: la macchina da novembre a marzo compresi; il motore le altre volte

lungi da me il pensiero di sentirmi un modello da imitare, anzi, sia chiaro, lo scrivo perchè chi fa come me in realtà dovrebbe fare di più.

mercoledì 21 marzo 2007

VS KM 0

lo scorso week-end sono stato in un locale di forlì, il "km 0", in piazza saffi. il locale di per sè non è niente male (arredamento moderno, ottima posizione, prezzi normali)...però ho notato un particolare che mi ha fatto veramente cascare le balle. al piano superiore, su un foglio di carta bianca, formato a4, appeso al muro, scritto con un carattere non superiore al 14/16 (usando la scala di microsoft word) e pertanto quasi invisibile appare la frase "consumazione obbligatoria" (o qualcosa di simile ma dallo stesso significato). al piano terra ho dato solamente un'occhiata veloce, ma non sono riuscito a scovare altri messaggi simili. lo so che è quasi scontato che se uno entra in un locale simile, a mezzogiorno o di sera, consumi qualcosa, ma se non lo fa, mettiamo il caso che sia lì x accompagnare un amico, rischia di rimanerci fregato. se davvero i proprietari esigono questa "obbligatorietà" che la mettano ben in evidenza, magari sulla porta d'ingresso, al posto del nome del locale.